Una pagina pubblicitaria dedicata a un blog. (Capito perché ci chiamiamo Monkey Business?)

Questa è la prima pagina pubblicitaria che facciamo per pubblicizzare un blog.

(Per la verità è la prima pagina pubblicitaria che abbiamo mai visto, dedicata a un blog …).

E’ comparsa sull’ultimo numero di Novella 2000 (!), insieme a una serie di annunci che hanno presentato le molte facce dell’azienda di cucine, dai prodotti alla nuova campagna “piazze” agli auguri di buone feste.

Chi ci segue sa che siamo appassionati di marketing dell’ascolto (il blog Febal è un’idea nostra), e questo innesto di conversazione nella pubblicità ci incuriosisce molto… dopotutto, abbiamo già detto come, secondo noi, l’ascolto dovrebbe portare una nuova sensibilità anche nel fare la pubblicità.

Non se questo sia un buon esempio, però forse è un punto d’incontro stimolante, che ne dite?

  1. eh, è senz’altro un buon passo in avanti, e anche coraggioso! dove uscirà la pagina?

  2. Ciao Nicola, per ora è uscita su Novella 2000…

  3. Ehm..ma usare un redirect, no? :-)

  4. un media vecchio per promuoverne uno nuovo? La sottile ironia mi piace… :)

  5. @dario: hai ragione, che devo dirti, è una vita difficile ;-)

    @baldo: anche io lo trova divertente, se poi pensi che è novella 2000…

    credo sia un buon esempio di contaminazione, certo se qualcuno mi chiedesse il ritorno di una pagina del genere non saprei che dire, le statistiche del blog non sono aumentate, ma al di là di questo, credo che anche così si stimoli la conversazione e – perché no – la online reputation e le internet pr…

  6. Buona l’idea del blog per fare pubblicità al noto marchio di cucine; capisco anche il ricorso al mezzo pubblicitario tradizionale, in particolare Novella 2000 (testata molto popolare e diffusa non certo fra le donne più tecnologicamente avanzate), proprio per avvicinare al blog persone interessate sì alle cucine, ma poco pratiche di Internet.
    Capisco meno, invece, il dominio sotto wordpress: sa di blog amatoriale, al risparmio. Su un progetto così avrei speso almeno qualche decina di euro per avere il blog sotto un dominio aziendale; meglio ancora, un’installazione di wordpress personalizzata e controllata, ma forse avevano esaurito il budget per l’inserzione sul giornale? Insomma, risparmiare su questi dettagli è più danno di immagine che risparmio vero, secondo me!

  7. hai ragione, cara immaginaria. penso che ce ne occuperemo quanto prima.

    a volte si crede che un grande marchio prepari e realizzi tutto con cura meticolosa e piani accurati, organizzti per tempo. in questo caso non è stato così, si è partiti a razzo appena messo su e…

    grazie anche a te (oltre che a dario) di avercelo ricordato.

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