Come fare marketing su internet. (Non lo so).
La scorsa settimana ho avuto il privilegio di parlare davanti a una ventina tra i più importanti direttori marketing italiani sul tema “Come fare marketing su Internet”.
Era la mia prima presentazione del genere, e sono molto grato all’Associazione degli Studi Aziendali e Manageriali dell’Università Cattolica per avermi invitato.
Ho subito precisato (seconda slide della presentazione) che… non lo so.
E non solo per mia scarsa preparazione, ma anche perché volevo far passare il messaggio che – secondo me – il marketing così come lo conosciamo non si può “fare su internet”.
Credo infatti sia indispensabile, per chiunque consideri una strategia multicanale (comprensiva naturalmente del web) considerare che la rete non è un fatto a sé, ma uno dei tanti modi per aiutare la strategia attraverso un inedito rapporto con i propri consumatori.
La vera presentazione, infatti, inizia dalla terza slide, che recita:
Come lavorare su un nuovo rapporto marca-consumatori per mezzo della rete.
Buona visione! (durata: 1 minuto).
(E se alla fine ne avete voglia, ditemi se è stato un minuto utile o meno, così la prossima volta mi regolo!…).











La forza di questa presentazione è proprio la sua semplicità: in internet siamo tutti uguali, l’attenzione si deve conquistare, il dialogo a due voci è praticamente indispensabile, eccetera eccetera eccetera. Tutte cose ovvie per chi osserva il mondo del web con occhio attento, ma forse non così ovvie per chi pretende di trasferire le regole e le leggi non scritte dagli altri media. Ma sono così lontani dal web i direttori marketing?
un minuto speso molto bene. Grazie! Aggiungo che dire subito che dura 1 minuto significa rispetto per il tempo e le scelte degli altri.
grazie per i vostri commenti, è bello ricevere incoraggiamento.
se i direttori marketing siano così lontani dal web… non so, ma il fatto che un’ottima rappresentanza fosse lì l’altra sera lascia ben sperare.
occorre però notare che le aziende sono realtà complesse, la cui organizzazione non può avere la flessibilità e reattività che a noi piacerebbe.
il processo verso un marketing più attento al consumatore, in grado anche di sostenere una conversazione one-to-one secondo me è in atto, ed è inarrestabile.
i tempi non possono essere gli stessi per tutti, quindi, come dico spesso: stay tuned… ne vedremo delle belle!
Beh, è chiaro che qualcosa si sta muovendo (hai citato tu stesso il blog Bravo, per dirne una) e devo dire che mi sento abbastanza fiducioso. Internet è il luogo dove il “mezzo” più potente non è né il banner pubblicitario né il video da trenta secondi, ma il word of mouth. Essere sinceri e affidabili diventa quindi un obbligo non solo morale, ma anche commerciale. GMail né è il simbolo: un “prodotto” praticamente non pubblicizzato è passato di mano in mano solo attraverso il passaparola declinato sotto forma di inviti (è affidabile, è capiente, è pulito, etc).
Internet è una massa alla quale non si può mentire e proprio per questo mi incuriosiscono molto le presidenziali 2008 americane, considerate da molti il primo grande passo verso un nuovo modo di fare campagna elettorale.
Internet sta davvero cambiando il modo di concepire la comunicazione commerciale (e forse anche politica?) che ritorna ad essere, attraverso il mezzo più freddo che sia stato creato, qualcosa di umano.
Ecco, se proprio devo trovare qualcosa che non va nella tua presentazione devo prendere il titolo: “Come lavorare su un nuovo rapporto marca-consumatori per mezzo della rete”. Il rapporto su cui lavorare non è né nuovo né straordinario, ma è semplicemente qualcosa di vecchio e antico quanto il commercio. E’ il mercato, con i suoi pescivendoli e i suoi baracchini di fiducia con i quali si può comunicare e lamentarci del branzino comprato la settimana prima.
Un grande mercato dove perdersi cercando ciò che più ci piace e ci attira.
E senza il problema del parcheggio.
…il “nuovo rapporto” era riferito alle aziende, sono d’accordo con te che il rapporto è vecchio quanto il commercio, ma per le aziende è una novità potersi rapportare in questo modo…
il libro che ha teorizzato, pochi anni fa, il marketing come conversazione (cluetrain manifesto) è considerato proprio per questo rivoluzionario, perché applica quelle dinamiche “da pescivendoli” alla general motors & co.
In effetti si parla di marca-consumatore! Beh, allora rimangio tutto. Mea culpa, mea grandissima culpa.
ego te absolvo in nomine searls locke et levine weinberger.
Interessante questo “cetri”…
chi sei? Lol
uh? chi dovrei essere?
un grande!